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Jacopo Aconcio: il teologo della tolleranza

La figura di un filosofo poco noto ma dal pensiero stranamente moderno, lucido, ed aperto.

Quando siamo arrivati a casa, in Val di Sole, avevamo in testa un’altra puntata, poi, appena arrivati la figura di Jacopo Aconcio è arrivata alla nostra attenzione. Nessuno di noi due lo conosceva, ma siamo rimasti colpiti dal suo pensiero, tanto che abbiamo deciso di abbandonare l’idea originaria e fare una puntata su di lui.

Il pensiero di quest’uomo poliedrico, complesso ed interessante merita di essere approfondito, speriamo di esserci riusciti nel modo giusto.  Lo studio della filosofia me lo sono lasciato alle spalle quasi vent’anni fa e approcciarsi di nuovo allo studio del pensiero ha richiesto un certo “riambientamento” da parte mia non tanto per la sua difficoltà, quanto piuttosto per l’interiorizzazione dei suoi contenuti, passaggio necessario per renderlo comprensibile attraverso le mie parole.

Ad Ossana, paese natale di Jacopo o della sua famiglia, si trova, al limitare della piazza, una  piccola via a lui dedicata a poche centinaia di metri dal Castello di San Michele che, al tempo di Jacopo, era ancora vivo e vitale.

Una piccola precisazione, al tempo di Jacopo l’Imperatore era Ferdinando I, fratello di Carlo V, questi abdicando passò proprio a Ferdinando la corona imperiale mentre il figlio Filippo prese quella di Spagna. Filippo non governò mai quindi il Sacro Romano Impero, ma rimase una figura di grande rilievo nella sua famiglia che alla corona imperiale era legata strettamente. Nel podcast si può avere l’impressione che l’Impero fosse diviso in due politicamente, la divisione era invece religiosa e la parte spagnola, benché fuori dal governo formale aveva ancora gran voce in capitolo. Andando a braccio a volte mi esprimo dando per scontate delle cose e me ne accorgo solo quando andiamo in fase di montaggio. Me ne scuso.

Infine un lapsus, di nuovo emerso in fase di montaggio, ovviamente a Maria non succedette Elisabetta II che avrebbe ora ben 450 e passa anni, ma Elisabetta I.

Ringraziamo la Biblioteca di Ossana per il materiale che ci ha gentilmente procurato e per il tempo dedicatoci.


Fonti bibliografiche:
  • “Storia di una doppia censura, gli Stratagemmi di Satana di Jacopo Aconcio nell’Europa del seicento”, di Giorgio Caravale, Edizioni della Normale 2013.
  • Articolo sulla biografia e sul pensiero di Jacopo Aconcio a cura di Oscar Andreis.
Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:
  • Stabat Mater” di Domenico Scarlatti, interpretato da The Tudor Consort;
  • Susan” di Vvsmusic, per la parte dei ringraziamenti;
  • Hyperfun” di Kevin MacLeod (incompetech.com) per i bloopers finali.

Tutti i brani sono distribuiti sotto licenza Creative Commons.


Foto scattate durante la registrazione:

Maria di Scozia: la corte insanguinata

In questa puntata prendiamo in esame un periodo piuttosto ristretto che va dalla tarda primavera del 1565 alla fine di gennaio 1567. In quel lasso di tempo Maria convolò a nozze con Henry Stuart, un matrimonio che, al di là dei motivi politici e personali che lo rendevano inviso a tutti, era inopportuno per il carattere dello sposo stesso. Darnley, vanesio ed arrogante, si attirò le ire dei nobili che si rivoltarono contro Maria e quando essa reagì questi non esitarono a trarre Darnley nelle reti dei loro complotti che sfociarono nell’omicidio del segretario di Maria, Davide Riccio.  In un susseguirsi di congiure e di alleanze mutevoli che duravano il tempo di un complotto Darnely riuscì ad alienarsi la moglie e l’intera nobiltà scozzese che alla fine ordì un piano per ucciderlo. Maria, non dotata del cinisimo necessario, prima allontanò i nobili e poi li riavvicinò, fidandosi di loro anche per quel che riguardava la risoluzione del problema di questo marito che causava più problemi che altro, trovandosi infine coinvolta in una serie di accuse che le costeranno molto, molto care.  In una corte dove i nobili spadroneggiavano da tempo immemore Maria non capì, una volta di più, che nella loro ottica, i sovrani andavano e venivano e gli unici che restavano sul palco, generazione dopo generazione, erano i gruppi famigliari scozzesi che giocavano le loro partite traendo il meglio dai sovrani, o da altri nobili, per poi gettarseli alle spalle privi di qualunque sentimento di vera lealtà.

Le altre puntate su Maria di Scozia:


Fonti bibliografiche:

  • Fraser Antonia “Mary Queen of Scost” 1969, London ed. Weidenfeld & Nicolson
  • Weir Alison “Mary Queen of Scots and the murder of Lord Darnley” Ballantine 2004

Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:

  • Lux Aeterna” di Zero Project
  • Susan” di Vvsmusic (per la parte dei ringraziamenti)

Entrambi i brani sono distribuiti sotto licenza Creative Commons.

Maria Stuart: il ritorno in patria

In questa puntata analizziamo il periodo intercorso fra il primo matrimonio di Maria di Scozia con Francesco II di Francia e le sue seconde nozze con Henry Stuart.  Tornata in patria dopo essere rimasta vedova trovò un paese assai diverso dalla Francia che per tanto tempo era stata la sua casa, un paese più povero, con dei conflitti interni e con un vicino assai scomodo, l’Inghilterra.

Maria dovette faticosamente cercare di prendere le redini della Scozia, mentre si confrontava con il suo leader religioso, John Knox, e mentre cercava di trovare un compromesso per la successione al trono inglese con la cugina Elisabetta.

Infine due parole sul trattato matrimoniale “ufficioso” che Maria firmò per volere del suocero Enrico II, alla morte di Francesco questi perse gran parte della sua efficacia, infatti esso si basava per lo più sull’eventualità che Maria morisse prima del marito. Quando ella tornò a casa si ritrovò quindi, di fatto,  libera dalle clausole del trattato.

In copertina: la costa dall’Isola di Skye, villaggio di Elgol.  Foto di Alessandro Cabrini.

Le altre puntate su Maria di Scozia:


Fonti bibliografiche:

  • Fraser Antonia “Mary Queen of Scost” 1969, London ed. Weidenfeld & Nicolson

Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:

Entrambi i brani sono di Vvsmusic e distribuiti sotto licenza Creative Commons.

Maria Stuart: la regina bambina

Lasciamo temporaneamente Elisabetta d’Inghilterra per occuparci di sua cugina Maria Stuart poichè, nel corso degli anni, le vite di queste due donne si incroceranno tragicamente.

In questa puntata abbiamo scelto di fare una panoramica della situazione politica scozzese, di come il reggente amministrò la corona per conto di Maria che salì al trono a soli sei giorni, dei difficili rapporti con l’Inghilterra e di come Maria trascorse gli anni della propria infanzia in Francia presso la corte di Enrico II in attesa di sposare il Delfino.

Le altre puntate su Maria di Scozia:


Fonti bibliografiche:

  • Fraser Antonia “Mary Queen of Scost” 1969, London ed. Weidenfeld & Nicolson
  • Orieux Jean “Caterina de’ Medici” 1997, Mondadori

Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:

Entrambi i brani sono sotto licenza Creative Commons.

La scure cala su Catherine Howard

In questa puntata passiamo in rassegna il non-processo a Catherine Howard e la sua conseguente condanna a morte soffermandoci in maniera particolare più che sugli eventi in sé sul modo in cui tutto questo avvenne, oltre che sulle reazioni di Enrico.

Introduciamo anche, brevemente, la figura di Maria Stuart, regina di Scozia e quella di Catherine Parr che divenne l’ultima moglie del sovrano nel 1543.

 

In sottofondo talvolta si sente il pianto di un bambino, di solito si registra quando mio figlio è affaccendato altrove, purtroppo questa volta non siamo riusciti, ci scusiamo.


Fonti bibliografiche:

  • Porter Linda, “Katherine, the Queen”  ed. MacMillan  2010
  • Fraser Antonia “The six wives of Henry VIII” ed. Vintage, London

Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:

  • Kyrie” di Piotr Pawłowski
  • Susan“, di Vvsmusic (per la parte dei ringraziamenti)

Entrambi i brani sono sotto licenza Creative Commons.