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La Grande Guerra nell’Alta Val di Sole

Questa puntata vuol provare a raccontare un pezzo, piccolo, ma importante, della Grande Guerra ed in particolare della cosiddetta Guerra Bianca. Abbiamo scelto il fronte trentino non solo perché la Val di Sole è una sorta di seconda casa,  ma soprattutto perché questo pezzo di mondo si trovò in una posizione assai scomoda alla fine del conflitto.  I caduti provenienti da questa ed altre valli divennero ipocriticamente scomodi: essi avevano combattuto per Francesco Giuseppe, ma, pur avendo combattuto contro il Regno d’Italia si trovarono sepolti su quel territorio ed ecco che, quindi, vennero relegati in secondo piano dietro i caduti che avevano combattuti ed erano morti “da italiani”.

La poesia che apre la puntata si intitola “Alpino caduto” ed è stata scelta per via del testo, ma, lo precisiamo con forza, agli occhi degli autori non v’è differenza fra Alpini e Kaiserjäger.  Su quelle montagne morirono in molti e le parole della poesia ci sembra che rendano l’idea del dolore e della fatica che patirono i soldati. Che sulla bandiera ci fosse l’aquila asburgica o il tricolore poco importa, così come non importa se vestissero di grigio-blu o di verde scuro,  avevano comunque scarponi, giberne, armi e un destino uguale.

Una parte della puntata è dedicata al paese di Vermiglio, unico caso di paese nella Val di Sole che venne completamente sfollato per essere spostato, forzatamente, ai baraccamenti di Mitterndorf. Di coloro che partirono molti non tornarono e, di nuovo, si tratta di una pagina dolorosa della storia di cui si parla troppo poco.

Due parole infine sul ritiro dei ghiacciai: la loro riduzione  nel corso dell’ultimo secolo ha infatti riportato alla luce reperti e corpi di coloro che caddero nelle nevi. Anche a quote più basse la quantità di oggetti recuperabili era tale che non è mai stato raro trovare persone che giravano con i metal detector specie attorno a luoghi come la cosiddetta “Città morta”. Nei musei, sede naturale di questi reperti, si possono vedere numerosi esemplari di tutto quello che faceva parte della vita quotidiana dei soldati.

 


Fonti bibliografiche:

  • Giuseppe Magrin: “La battaglia più alta della storia”, G. Rossato Editore
  • Luigi Panizza: “Vermiglio ieri e oggi”, edito a cura del Comune di Vermiglio
  • Gian Maria Tabarelli: “I forti austriaci nel Trentino Alto Adige”, Temi Editrice
  • Alberto Folgheraiter: “Un popolo, due patrie”, edizioni Curcu & Genovese

Musiche di sottofondo utilizzate in questo episodio:

La poesia “Alpino caduto”  è della poetessa solandra Ada Redolfi cui va il nostro sincero grazie.  L’estratto iniziale è stato letto da Mara Dell’Eva che ringraziamo di cuore.

Ecco il testo integrale:

ALPINO CADUTO

Nuvole rosse al calar della sera
tuona il cannone sulla frontiera,
si va all’assalto là sui confini
avanti all’attacco arditi alpini,
scarponi, giberne e penna nera
pronti a immolarsi per la bandiera.
Taccion le voci nella bufera…
si va al massacro… bandiera nera.
Cos’hai pensato… cos’hai sentito
giovane alpino… esangue… ferito,
chiami e sospiri con un filo di voce,
sei come Cristo che muore in croce.
A chi hai pensato mentre cadevi,
con i compagni là  tra le nevi…
…forse a tua madre… al suo dolore…
ti ha spento i sogni quel colpo al cuore.
Sei li caduto, sei uno dei tanti
sei un alpino “andato avanti”,
un ultima lacrima ti bagna il viso
a spegner per sempre il tuo sorriso,
giovane figlio pallido… inerme,
per te una tomba di nevi eterne,
scioglieranno i ghiacci, saran verdi le cime
avrai per compagne le stelle alpine.
O Dio dei cieli perché la guerra
se pace vuole tutta la terra?
Perché tanto astio e rancore antico
se oltre la tomba non c’è odio nemico?
Alpino caduto… ovunque tu sia…
…ti giunga il suono dell’Ave Maria.

Ada Redolfi

Questa puntata necessita di più ringraziamenti del solito, vogliamo infatti ringraziare anche il Signor Alberto Delpero per averci permesso di usare il canto “Noi siam partiti dai nostri paesi” eseguito dai Cantori da Verméi e la signora Paola Panizza per la propria disponibilità e gentilezza.

Registrazione dal vivo a Comasine (Foto: Alessandro Cabrini)
Registrazione dal vivo a Comasine (Foto: Alessandro Cabrini)

Altre fonti per approfondire l’argomento:

Alcune foto del museo di Punta Linke:

L'entrata del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)
L’entrata del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)

 

Il tunnel scavato nella roccia all'entrata del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)
Il tunnel scavato nella roccia all’entrata del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)

 

L'interno del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)
L’interno del museo di Punta Linke (Foto: Davide Orlandi)

La “Città Morta” in Val di Strino:

La "Città Morta" in val di Strino (Foto: Davide Orlandi)
La “Città Morta” in val di Strino (Foto: Davide Orlandi)